| Il Consultorio Familiare: Che cos'è il Consultorio Familiare I Consultori Familiari sono delle strutture socio – sanitarie, pubbliche o private convenzionate dell’Azienda Sanitaria Locale, nate per rispondere ai vari bisogni della famiglia, della donna, della coppia, dell’infanzia e dell’adolescenza. Le attività e i servizi sono organizzati secondo il lavoro di équipe ove con quest’ultimo termine si intende un gruppo di professionisti specializzati in vari settori che collaborano al fine di aiutare tutti i cittadini a far fronte ai loro bisogni ed a garantire la tutela della salute. Di cosa si occupa il Consultorio familiare Le figure professionali che compongono l’équipe del Consultorio Familiare : Gli scopi del servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità: Le recenti Leggi (tra cui in particolare la L. 10 del 31/07/2003), direttive e circolari assegnano ai Consultori Familiari compiti sempre più incisivi in materia di prevenzione primaria e secondaria. In particolar modo viene dato grande rilievo ai compiti dei Consultori Familiari in materia di sostegno alla genitorialità, mediazione familiare, affidamento familiare ed adozioni nazionali ed internazionali. |
Salvatore GUERRA
"ESSERE NON APPARIRE" "IL SOCIALE, UN IMPEGNO QUOTIDIANO"
giovedì 28 luglio 2016
Ardea: L'importanza di avere un Consultorio Familiare
mercoledì 6 luglio 2016
Meloni a Libero: «Raccolgo firme per fermare le stragi: l’integralismo deve diventare reato»
La proposta di legge contro «l’integralismo islamico» sarà depositata «nel giro di qualche giorno». Seguirà una «raccolta di firme», attraverso la quale i cittadini saranno coinvolti per «chiedere alla Camera di calendarizzare a settembre» il dispositivo, approvarlo quanto prima, senza perdere tempo. Fratelli d’Italia sembra aver preso molto sul serio il problema dei terroristi di casa nostra e dei tanti aspiranti tali, al punto che il presidente Giorgia Meloni muove per garantire «la sicurezza dei cittadini» prosciugando «quell’humus fatto di fondamentalismo, illegalità e abusivismo» dentro al quale prosperano gli aspiranti jihadisti.
Onorevole, l’Ue calcola che sono almeno 5000 gli europei diventati fondamentalisti in Continente, poi partiti per combattere e organizzare attentati… «Un dato sconvolgente. E l’ultimo attentato di Dacca in Bangladesh dimostra che non c’entrano origini, povertà, ignoranza…».
Anzi, gli attentatori erano ricchi, avevano studiato, viaggiato, si muovevano per il mondo. «Ed è giusto, infatti, che il Parlamento europeo intervenga su scala continentale, visto che grazie ai Trattati di Schengen e alla libera circolazione, i terroristi si possono muovere liberamente tra gli Stati e servirà un un grande coordinamento. Si ricorda gli attentati in Francia, gli scali in Grecia, la fuga del terrorista in Belgio?».
Moltì attentati sono stati preparati attraverso l’uso della Rete. «E anche di quello deve occuparsi, come mi pare stia cominciando a fare con la relazione della tedesca Monika Hohlmeier, del Ppe, la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari intemi dell’europarlamento. Internet è di per sé un fenomeno sovranazionale, globale, troppi traffici passano di lì».
L’Italia ha cominciato a legiferare contro il terrorismo islamico qualche anno fa. Non bastano le leggi attuali? «Abbiamo fatto una ricognizione, ho la fortuna di poter contare su Ignazio La Russa. Nel 2015 sono stati messi fuorilegge i foreign fighters, si è cominciata questa lotta alle radici del terrore, quelle che partono dalla nostra terra, nei garage trasformati in moschee, nei quartieri…».
Beh, non si può impedire ad un musulmano di professare la sua religione.«Assolutamente. Mai abbiamo pensato a una cosa simile. Noi di Fdi, poi, siamo contrarissimi ad ogni ipotesi di reato di opinione».
La libertà di culto è prevista dalla Costituzione. «Ciascuno infatti ha il diritto di professare la sua religione e, infatti, lo Stato garantisce a tutti di farlo, senza discriminare i musulmani, che pure venerano un Dio guerriero, che girava con la spada e non con il ramo di palma…».
Contro le moschee abusive avete già presentato una proposta, no? «Già, una legge che garantisce libertà di culto e, allo stesso tempo, sicurezza. Prevede cose semplici, di buonsenso: si chiudano le moschee fai-da-te, che si preghi in italiano, che ci sia un albo degli imam…».
Se aprono le moschee nei garage, non è perché ce ne sono poche, non bastano? «Questo è falso. Lo sa che a Roma ci sono 14 moschee legali, cioè una per ogni Municipio? Se ne aprono altre è per sfuggire ai controlli o per fare altro, piuttosto che per spazio».
È lì dentro che, spesso, si trovano gli imam che incitano alla jihad o giustificano gli attentati. «Lei sa che il Corano è un testo estremamente complesso, che parla della sottomissione di Costantinopoli e Roma, e ciascuno, in assenza di un albo degli imam, può improvvisarsi tale e rivendicare di essere interprete autentico della scrittura, facendo danni enormi, convincendo persone a compiere stragi……
E qui entra in scena la nuova proposta contro il “fondamentalismo islamico”, giusto? «Chiediamo che si punisca con una pena che va dai 4 ai 6 anni chi promuove consenso o sostegno rispetto ad atti che possono mettere a rischio la pubblica incolumità».
Quindi sarà un reato giustificare attentati in nome della “guerra santa”, sostenere che fa bene chi lapida, calpesta i diritti delle donne, degli omosessuali… «Deve essere chiaro che è vietato favorire, in qualsiasi forma, azioni che possano mettere in pericolo la sicurezza: non si può banalmente sostenere che è giusto uccidere gli infedeli e chi lo fa va in paradiso… Poi puniremo con pene da 3 a 5 anni chi finanzia l’apertura di questi luoghi, dove si giustificano atti terroristi, si crea quell’humus dove sono cresciuti i jihadisti. Bisogna vietare che Stati apertamente fondamentalisti siano finanziatori di moschee o, peggio, moschee abusive…».
martedì 15 marzo 2016
Giorgia Meloni pronta a sfidare Bertolaso a Roma
La Lega rompe con Berlusconi: “Favorisce Renzi”.
Meloni pronta a sfidare Bertolaso a Roma
Bufera per la frase di Bertolaso sulla leader di Fratelli d’Italia: «Adesso faccia la mamma». Poi il dietrofront
Guerra fratricida nel centrodestra a Roma. Giorgia Meloni scende in pista con l’ok di Matteo Salvini, che dice no alla candidatura di Guida Bertolaso per dare scacco a Silvio Berlusconi. Lo strappo della Lega contro Forza Italia sembra un preciso calcolo politico: «C’è un muro contro muro. Da una parte chi vuole vincere le elezioni e dall’altra invece chi vuole incaponirsi su un candidato a detta dei sondaggi perdente. Le nostre strade non possono che dividersi», tuona Gian Marco Centinaio, capogruppo del Carroccio al Senato. L’accusa contro l’ alleato (o ex?) Berlusconi è quella di essere in combutta con il nemico: «La domanda che ci facciamo è: ma chi stiamo favorendo? Forse Renzi?».
Bertolaso a “Un giorno da pecora”: “Se Meloni si candida, mi ritiro io”BERTOLASO: SE MELONI SI CANDIDA? TIRERO’ CONCLUSIONI
«Se Giorgia Meloni si candida in nome e per conto di tutto il centrodestra, io tirerò le conclusioni di questa sua decisione», fa sapere in diretta su Rai Radio2, alla trasmissione Un Giorno da Pecora. Guido Bertolaso, attualmente candidato di Forza Italia a sindaco di Roma. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa farebbe se Berlusconi decidesse di puntare sulla Meloni Bertolaso ha aggiunto: «Se lui dicesse così io sarei l’uomo più felice della terra, tornerei ad occuparmi dei bambini poveri e malati che stanno in Africa, e non avrò remore o rimorsi». «Non mi dà fastidio che Salvini parli male di me -ha aggiunto Bertolaso ai microfoni di Un giorno da Pecora- anche se una settimana fa aveva detto: “se Bertolaso viene scelto dai romani io mi adeguo”. Mi pare che i romani abbiano dato una risposta in tal senso. Si vede che a Salvini non interessa risolvere i problemi di Roma, è evidente».
BERTOLASO: SE MELONI SI CANDIDA? TIRERO’ CONCLUSIONI
«Se Giorgia Meloni si candida in nome e per conto di tutto il centrodestra, io tirerò le conclusioni di questa sua decisione», fa sapere in diretta su Rai Radio2, alla trasmissione Un Giorno da Pecora. Guido Bertolaso, attualmente candidato di Forza Italia a sindaco di Roma. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa farebbe se Berlusconi decidesse di puntare sulla Meloni Bertolaso ha aggiunto: «Se lui dicesse così io sarei l’uomo più felice della terra, tornerei ad occuparmi dei bambini poveri e malati che stanno in Africa, e non avrò remore o rimorsi». «Non mi dà fastidio che Salvini parli male di me -ha aggiunto Bertolaso ai microfoni di Un giorno da Pecora- anche se una settimana fa aveva detto: “se Bertolaso viene scelto dai romani io mi adeguo”. Mi pare che i romani abbiano dato una risposta in tal senso. Si vede che a Salvini non interessa risolvere i problemi di Roma, è evidente».
ACCORDO DIFFICILE
Se nelle prossime ore non ci sarà un accordo, che appare impossibile, alle comunali Meloni si candiderà, con il sostegno di Salvini, contro Bertolaso. Il leader leghista per ora non risponde a Berlusconi: «Nel weekend ho letto un po’ di tutto su di me che sono un pappone, un ragazzotto...ma io non sto a rispondere a polemiche di questo livello. Mi occupo di cose più importante, del mondo che cambia». Ma lo scacco leghista all’ex premier va oltre la vicenda locale. Rischia di avere ripercussioni in tutte le altre città dove si vota in primavera e allontanando la prospettiva di una lista unica del centrodestra per le politiche. Berlusconi è furioso: «La Meloni si candida? D’ora in poi a chi mi viene a dire di essere meglio di Bertolaso gli rido in faccia e gli dico che mi vengono i brividi al pensiero che uno che non avrei mai assunto in una mia azienda, anzi, che non poterebbe neanche amministrare un’edicola». «Berlusconi ha perso lucidità», è stata la prima reazione dei Fratelli d’Italia per bocca di Rampelli, braccio destro e sinistro di Meloni.
«MELONI FACCIA LA MAMMA», POI IL DIETROFRONT
Intanto stanno scatenando un polverone le parole di Bertolaso pronunciate ieri sera Fuori Onda su La7: «La Meloni deve fare la mamma, mi pare sia la cosa più bella che possa capitare ad una donna. Deve gestire questa pagina della sua vita...». La risposta della leader di Fratelli d’Italia non si fa attendere: «Non voglio polemizzare. Dico solamente con garbo e orgoglio a Bertolaso che spero di essere un’ottima mamma, come lo sono tutte quelle donne che tra mille difficoltà e spesso in condizioni molto più difficili della mia riescono a conciliare impegni professionali e maternità. Lo dico soprattutto per rispetto loro». Anche gli altri candidati solidarizzano con Meloni. Da Alfio Marchini («altri attacchi a Meloni e la voto») alla grillina Virginia Raggi («si può essere mamma e sindaco»). Oggi è arrivato il deitrofront di Bertolaso. «Voglio chiarire questa battuta sulla mamma che ho detto ieri sera riferendomi a Giorgia Meloni», ha specificato il candidato per il centrodestra a sindaco di Roma, oggi al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora. «Ho detto che in questo periodo della sua vita dovrebbe fare la mamma, e poi ho chiarito - ha aggiunto -. Ho spiegato che la gravidanza, una delle pagine più belle della vita di una donna, non deve esser vissuta facendo campagna elettorale. Peraltro una campagna elettorale così aspra e violenta. Poi se si vuole candidare è un suo diritto: è un leader politico, una donna in gamba ed energica, può anche decidere di farlo»
I RISULTATI DEI GAZEBO
Intanto è terminato, presso la sede del comitato elettorale, lo spoglio delle schede relative alla consultazione popolare per Bertolaso che si è tenuta sabato e domenica in 140 piazze di Roma. «Ringrazio di cuore tutti i 47.093 romani che hanno espresso il loro sostegno alla mia candidatura a sindaco. Un risultato oltre ogni aspettativa, che evidenzia quanto i romani tengano alla loro città e quanto la vogliano vedere risplendere di nuova luce», dice l’ex capo della Protezione Civile. parole di rito, che non bastano a stemperare le tensioni. Ora Bertolaso dovrà guardarsi da nuovi concorrenti. Anche a destra.
sabato 9 gennaio 2016
L'Italia non ne può più delle manfrine di Alfano
L'Italia non ne può più delle manfrine di Alfano, che ogni volta promette battaglia sulla qualunque ma poi, alla prova dei fatti, accetta di tutto pur di rimanere seduto sulla sua poltrona. Dimostri per una volta coerenza: se è contrario all'abolizione del reato di immigrazione clandestina voti contro in Consiglio dei Ministri e sia pronto a dimettersi in caso di approvazione. Perché questo fa un politico serio
giovedì 7 gennaio 2016
Ardea: una maggioranza contro la maggioranza che sostiene la maggioranza
Tutto d'un fiato! lescuolenonsitoccano
Non ci sono scusanti con i bambini e le famiglie, avete ancora sbagliato (tre periodico), non si possono avanzare giustificazioni quando non c'è programmazione e sensibilità. Di nuovo siete caduti nella rete della ingovernabilità, abbiamo una città allo sbando, le feste si ma, prima le cose essenziale per i cittadini.
Ancora una volta vi invitiamo a lasciare la parola al Popolo Sovrano.........
domenica 20 dicembre 2015
"Una grandissima vittoria per il benessere degli animali e la salubrità della carne".
Ciao Salvatore,
VITTORIA! La ministra Lorenzin ha rotto il silenzio:finalmente verrà fatta luce sul "macello degli orrori" Italcarni!
Con una comunicazione apparsa sul sito del ministero della Salute, Lorenzin ha reso pubblico di aver disposto una "Task force ministero - Nas" per verificare lo stato dei controlli sui macelli di bovini nel bresciano.
La presa di posizione della ministra è arrivata dopo le immagini mostrate da Giulia Innocenzi in un'inchiesta per Servizio Pubblico. E dopo che oltre 150 mila cittadini, tra i quali ci sei anche tu, si sono rivolti direttamente alla ministra chiedendole una commissione d'inchiesta.
"È una grandissima vittoria per il benessere degli animali e la salubrità della carne, per la legalità e i controlli", ha detto Giulia Innocenzi, che in questo video-messaggio vuole ringraziare tutte le persone che l'hanno aiutata a raggiungere questo risultato.
"Adesso dobbiamo andare avanti e chiedere trasparenza e legalità su tutti i macelli italiani. Per alcuni sarà una minaccia, per noi invece è una promessa: non molliamo l'osso!".
Giulia ha promesso che la sua battaglia non si fermerà qui. Se anche tu vuoi darti da fare, puoi lanciare oggi stesso una petizione. Puoi farlo su qualunque cosa ti stia a cuore: ti basta cliccare qui e seguire pochi semplici passaggi.
Grazie,
giovedì 17 dicembre 2015
Renzi ridesta i fantasmi della Prima repubblica
Consulta, Renzi apre al M5S.
Il centrodestra: grillini stampella del Pd
Consulta, Matteo Renzi apre al M5S ed esclude Forza Italia. È l’ennesima piroetta del premier per neutralizzare l’opposizione di centrodestra. Per l’elezione dei membri mancanti della Consulta, il Pd ha infatti propostoi al M5S i giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti.
Berlusconi: «Fatto grave»
Immediata e indignata la reazione delle forze di centrodestra per il fronte tra Pd e M5S che si salda intorno alla Consulta. Berlusconi non fa attendere il suo commento sulla spregiudicata manovra politica del leader del Pd: «Dico solo che è molto grave che la Consulta non abbia al suo interno nemmeno un giudice che sia del centrodestra che oggi tra gli elettori è la componente più importate. È una cosa grave».
Rampelli: «Renzi ridesta i fantasmi della Prima repubblica»
Pungente il commento di Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera : «Il crollo di autorevolezza del presidente Renzi è lampante: per chiudere sulla Consulta si affida alla stampella del Movimento 5 Stelle. Altro che rottamatore, oggi è il riesumatore dei fantasmi della Prima Repubblica. Noi non parteciperemo a questo voto».
Lega: «M5S subalterno al Pd»
Non meno indignata è la reazione della Lega: «Non so come la prenderanno gli elettori dei purissimi Cinque Stelle quando scopriranno che i loro cittadini eletti hanno preso il posto di Forza Italia nello scambio di voti in parlamento. La loro presunta verginità ai giochini di palazzo è durata ben poco, votando Barbera in cambio di Modugno hanno paleseranno finalmente la loro subalternità a Renzi. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, invece di puntare costantemente il dito contro la Lega pensino alla loro moralità». Critiche ai grillini piovono anche da sinistra: «Il M5S – afferma il deputato di Sinistra Italiana Alfredo D’Attorre – si appresta a prendere il posto di Forza Italia al banchetto della lottizzazione della Consulta e addirittura a votare a favore del più renziano dei candidati, il professor Barbera. A questo punto tanti cittadini potranno valutare la coerenza di un movimento che passa dagli strepiti e dalla mozione di sfiducia alla Boschi all’inciucio con Renzi per spartirsi i membri della Corte Costituzionale».
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