lunedì 30 novembre 2015

Le radici storiche del comunismo





Nelle radici storiche del comunismo, c'è sempre stata la tendenza ad azzerare la cultura generale di un popolo per uniformarla a qualcosa d'altro. Fino dall'inizio degli anni venti, in Italia, spinte bolsceviche tendenti ad inserire il nostro paese in quello che sarebbe poi diventato il blocco sovietico, erano fortissime. 
Solo l'avvento al potere del fascismo, impedì l'annullamento dell'italianità a favore del comunismo. Nel dopoguerra, questa peste rossa è tornata all'attacco e in quell'occasione, furono i brogli americani nelle elezioni, che facendo vincere la DC, impedirono di nuovo la bolscevicizzazione italiana. 
Ma questo cancro rosso, non ha mai disperato e in questi settant'anni, ha sempre lavorato nell'ombra, facendo in modo, lentamente ma costantemente, che l'identitità di popolo, che si era appena abbozzata sotto il fascismo, fosse cancellata, nella speranza mai sopita, di poter consegnare un giorno la penisola ai dittatori sovietici. 
Con la caduta del comunismo, il bersaglio finale è mutato, ma è restata come direttiva primaria, la cancellazione dell'identità di popolo e pur di perseguire questo fine, va bene anche l'islamismo. 
Prova vivente, la politica portata avanti dal PD, con la complicità di buona parte della popolazione, ormai indottrinata da anni e anni di subdola scuola comunista. 
Dopo un secolo, le sinistre disfattiste, mai come oggi, sono vicine a realizzare i loro obiettivi, che oramai son fini solo a loro stessi ma vengono comunque perseguiti con l'ostinazione dei somari..........

lunedì 9 novembre 2015

Meloni: “ci rivediamo a piazza San Giovanni e Piazza del Popolo a Roma, magari a gennaio 2016″







C’e’ un’Italia che vuole ancora essere libera dalla paura e dalla rassegnazione”
“se lo stato non e’ in grado di difenderti, non puo’ impedire la legittima difesa, che e’ legittima sempre”


Una Giorgia Meloni scatenata, quella che ha parlato per prima, tra i tre leader del centrodestra, sul palco di Piazza Maggiore a Bologna. La leader di Fratelli d’Italia ha detto che “da questa piazza nasce un fronte anti-Renzi per mandare a casa un governo di servi. Mi piacerebbe che da qui noi lanciassimo un altro appuntamento, non come singoli partiti ma come fronte unico. In una piazza simbolica , come potrebbe essere piazza San Giovanni e Piazza del Popolo a Roma, magari a gennaio 2016. Tutti insieme per aprire la campagna per le amministrative: se Renzi le perde deve andare a casa e deve capire che gli italiani non lo vogliono. Questo è solo l’inizio: da domani siamo più forti e inizia una nuova storia”, si legge su “Libero”.

“Oggi qui a Bologna scegliamo di dire basta al governo del duo comico Renzi-Alfano: ci fossero stati Stanlio e Ollio le cose sarebbero andate meglio, se non altro ci saremmo risparmiati qualche figuraccia con l’inglese”. “Renzi – si legge su “Il Tempo” – non sa neanche leggere la bussola: nella legge di Stabilità non c’è nessun taglio agli sprechi, né taglio tasse. Stanno lì a vantarsi di togliere norme ridicole introdotte da loro, mettono Marino a fare il sindaco poi lo sfiduciano e vogliono essere ringraziati: siate coerenti e dimettetevi, adesso andate a casa”. Poi un commento “Sono quattro gatti, e nonostante questo la città è blindata. Quei quattro scemi dei centri sociali anche oggi stanno devastando Bologna, fanno di lavoro i contestatori perchè sono figli di papà e difesi dalla sinistra radical chic”.

Attacco forte a centri sociali e contestatori radical chic


“C’e’ un’Italia che vuole ancora essere libera dalla paura e dalla rassegnazione”, ha detto ancora Meloni, invitando a dire basta a quello che ha definito ‘il duo comico Renzi- Alfano’. “Non vogliamo un mondo ipocrita al contrario – ha aggiunto Meloni- anche quando si parla di famiglia”. E sulla sicurezza, ha incalzato: “se lo stato non e’ in grado di difenderti, non puo’ impedire la legittima difesa, che e’ legittima sempre” invitando a stanziare piu’ risorse per le forze dell’ordine.