venerdì 17 maggio 2013

La STORIA INFINITA SULL’OSPEDALE “SAN GIUSEPPE” DI MARINO

La STORIA INFINITA SULL’OSPEDALE “SANGIUSEPPE” DI MARINO
Salvatore GUERRA
Sono sempre più convinto che sulla Sanità non ci debba essere assolutamente nessun tipo di speculazione politica, sempre più determinato nel dire che bisogna coinvolgere tutte le forze politiche e sociali del territorio,affinché si abbia una linea unica in difesa del Nostro Ospedale.
Oggi la crisi economica Nazionale,  e di conseguenza locale, ci porta a ragionare su un modello di Sanità che non abbia solo pretese campanilistiche ma sia soprattutto sicura ed efficiente.
Il Territorio dei Castelli Romani vanta 5 Ospedali che sono distanti fra loro non più di 7 chilometri, ciò significa che abbiamo la possibilità di avere Ospedali specializzati e sicuri.
Oggi l’unica via da percorrere con intelligenza è la riorganizzazione della rete ospedaliera della ASL RMH, in parole povere non si possono avere le stesse specializzazioni in tre ospedali che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro. Tutto questo comporta un dispendio di personale e risorse economiche esagerato.
L’ospedale di Marino negli ultimi 10 anni è stato in continuazione oggetto di depotenziamento dei reparti ed addirittura di trasferimenti di altri, ma nello stesso tempo è stato ristrutturato e messo insicurezza, tutto questo ad un costo di 6 milioni di euro circa. Ciò significa che nessuno, dico nessuno, può pensare di chiuderlo. In caso contrario qualcuno,o più di qualcuno, dovrà spiegare alla Corte dei Conti come si fa ad investire tutto questo denaro pubblico per poi bruciarlo. Su questo si dovrà basare la difesa del nostro Ospedale.
La politica locale dovrà cambiare rotta, non si può più pensare di speculare sulla salute della gente, non si può usare l’ospedale solo a scopo elettorale. La conferenza dei Sindaci sulla Sanità può decidere sicuramente sul futuro della salute nel nostro territorio.
Io credo fermamente che il Nostro Ospedale si possa ancora salvare, il politicante di turno, se è vero che ha a cuore la salute della gente, dovrà stare tutti i giorni nelle corsie ad ascoltare il personale ed i pazienti con la consapevolezza che le indicazioni sicure e disinteressate vengono da loro. Questa è la vera svolta, tutto il resto è noia.

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