Nelle radici storiche del comunismo, c'è sempre stata la tendenza ad azzerare la cultura generale di un popolo per uniformarla a qualcosa d'altro. Fino dall'inizio degli anni venti, in Italia, spinte bolsceviche tendenti ad inserire il nostro paese in quello che sarebbe poi diventato il blocco sovietico, erano fortissime.
Solo l'avvento al potere del fascismo, impedì l'annullamento dell'italianità a favore del comunismo. Nel dopoguerra, questa peste rossa è tornata all'attacco e in quell'occasione, furono i brogli americani nelle elezioni, che facendo vincere la DC, impedirono di nuovo la bolscevicizzazione italiana.
Ma questo cancro rosso, non ha mai disperato e in questi settant'anni, ha sempre lavorato nell'ombra, facendo in modo, lentamente ma costantemente, che l'identitità di popolo, che si era appena abbozzata sotto il fascismo, fosse cancellata, nella speranza mai sopita, di poter consegnare un giorno la penisola ai dittatori sovietici.
Con la caduta del comunismo, il bersaglio finale è mutato, ma è restata come direttiva primaria, la cancellazione dell'identità di popolo e pur di perseguire questo fine, va bene anche l'islamismo.
Prova vivente, la politica portata avanti dal PD, con la complicità di buona parte della popolazione, ormai indottrinata da anni e anni di subdola scuola comunista.
Dopo un secolo, le sinistre disfattiste, mai come oggi, sono vicine a realizzare i loro obiettivi, che oramai son fini solo a loro stessi ma vengono comunque perseguiti con l'ostinazione dei somari..........

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