lunedì 19 ottobre 2015

Penso sia il tempo dell’umiltà





Sulle primarie: “Penso sia il tempo dell’umiltà, del chiedere alla gente”, spiega la Meloni

Si vede leader, chiede il settimanale “Gente”? «Mi piacerebbe che le mie idee vincessero. La politica non deve mai essere una questione personale. Abbiamo visto i risultati a Roma». Eppure c’è chi pensa che Ignazio Marino sia vittima di un sistema. «Se non governi un sistema non devi pretendere di farne il sindaco. Roma è un’amministrazione complessa e la sfida è non rimanerne schiacciati. Lui non ne aveva le capacità. Non conosceva la città e i suoi frequenti viaggi negli Stati Uniti erano per costruirsi “il dopo”. Sapeva che non sarebbe durato ancora a lungo». «Inadeguato ma non mafioso» l’hanno definito tanti vip, tra cui Sabrina Ferilli. «Siamo abituati al meno peggio, ma io per la mia città pretendo il migliore. Uno che non sia mafioso e sia capace. Il malaffare va combattuto, non basta esserne fuori». Potrebbe essere lei il candidato sindaco del centrodestra? Sospira. «Non è ancora tempo di parlarne. Noi chiediamo le elezioni subito. Mi auguro che Renzi non faccia lo scherzo di rimandarle dopo il Giubileo».

domenica 18 ottobre 2015

Giorgia Meloni, più popolare del partito che guida (Fratelli d’Italia, comunque in crescita al 4,5%)



Giorgia Meloni record, centrodestra a un passo dalla maggioranza


Il sondaggio Demos di “Repubblica” parla chiaro: Matteo Renzi è un leader molto popolare, funziona meglio del suo partito ma anche molto meno bene di qualche mese fa. E il governo? Il giudizio positivo supera il 40% ma sulle singole riforme solo un italiano su tre si mostra soddisfatto. E a destra? Forza Italia cresce e risorpassa la Lega, Fratelli d’Italia sfonda il 4,5% crescendo di un punto rispetto al mese scorso, il Ncd resta nella palude dell’alleanza improduttiva. Ma il centrodestra, grazie all’Italicum con gli sbarramenti, il listone unico e il ballottaggio, secondo Demos al momento supererebbe il 48% e sarebbe a un passo dalla maggioranza, con l’asse Lega-Fi e il preventivabile supporto delle altre componenti di destra al secondo turno.

Renzi il più popolare, Meloni seconda

Il 42% degli intervistati esprime una valutazione positiva sull’azione del governo, un po’ più rispetto allo scorso giugno (39%) ma il giudizio su Matteo Renzi è meno positivo. Oggi il 44% degli italiani mostra di gradire il suo operato ma molto meno rispetto a un anno fa, quando l’indice superava il 60%. «Così, in tempi di distacco dalla politica e, anzi, di antipolitica, il Premier risulta, nonostante tutto, moderatamente apprezzato. Da una parte di italiani minoritaria. Ma, comunque, in misura superiore a tutti gli altri  politici», scrive Ilvo Diamanti. Dietro di lui c’è Giorgia Meloni, più popolare del partito che guida (Fratelli d’Italia, comunque in crescita al 4,5%) mentre i gli altri sono lontani. Matteo Salvini, leader della Lega, è, valutato positivamente dal 33% dei cittadini, in calo di 4 punti, Luigi Di Maio e Beppe Grillo, i portavoce del M5s, sono al 31%

mercoledì 1 aprile 2015

Il movimento politico di Giorgia Meloni mette radici anche ad Ardea








Ardea, 1° aprile 2015
Fratelli d'Italia - AN   nasce il primo circolo ad Ardea
Marco Sivestroni,  Portavoce del Coordinamento provinciale di Roma, nomina Salvatore Guerra,  Portavoce del Comitato Costituente di Ardea.
Il movimento politico di Giorgia Meloni mette radici anche ad Ardea: è stato costituito un circolo del movimento "Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale" denominato “Centrodestra Ardeatino”.  
Di fatto al momento, il circolo annunciato da Salvatore Guerra è l'unica rappresentanza ufficiale di "Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale" di Ardea.  Tra le proprie file, un numero valido di tesserati e di sostenitori i quali, sempre e costantemente, mostrano interesse, sinergia e grande entusiasmo nella proposizione di programmi, iniziative e proposte per la nostra Città. "Spero di mettere insieme una squadra di persone che possa rappresentare una novità nel campo del centrodestra i quali hanno come obbiettivo il ricostruirsi di un forte senso civico, in cui ciascuno si senta parte di questa comunità. Un confronto di opinioni fra parti diverse, senza dimenticare che il bene comune è un dovere. Essere da punto di incontro a tutte quelle Associazioni e Movimenti Civici che vorranno insieme perseguire un percorso condiviso.
Dimenticare la nostra storia, le nostre radici vuol dire non sapere dove ci porterà il futuro e allora riappropriamoci della nostra storia e della nostra cultura.


Liberiamo Ardea









Ardea, 1° aprile 2015
Fratelli d'Italia - AN   nasce il primo circolo ad Ardea
Marco Sivestroni,  Portavoce del Coordinamento provinciale di Roma, nomina Salvatore Guerra,  Portavoce del Comitato Costituente di Ardea.
Il movimento politico di Giorgia Meloni mette radici anche ad Ardea: è stato costituito un circolo del movimento "Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale" denominato “Centrodestra Ardeatino”.  
Di fatto al momento, il circolo annunciato da Salvatore Guerra è l'unica rappresentanza ufficiale di "Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale" di Ardea.  Tra le proprie file, un numero valido di tesserati e di sostenitori i quali, sempre e costantemente, mostrano interesse, sinergia e grande entusiasmo nella proposizione di programmi, iniziative e proposte per la nostra Città. "Spero di mettere insieme una squadra di persone che possa rappresentare una novità nel campo del centrodestra i quali hanno come obbiettivo il ricostruirsi di un forte senso civico, in cui ciascuno si senta parte di questa comunità. Un confronto di opinioni fra parti diverse, senza dimenticare che il bene comune è un dovere. Essere da punto di incontro a tutte quelle Associazioni e Movimenti Civici che vorranno insieme perseguire un percorso condiviso.
Dimenticare la nostra storia, le nostre radici vuol dire non sapere dove ci porterà il futuro e allora riappropriamoci della nostra storia e della nostra cultura.

Liberiamo Ardea

lunedì 30 marzo 2015

Multe per chi prende acqua dalla pubblica fontana?

Mario Savarese

È arrivata alla XXIV edizione la “giornata mondiale dell’acqua”. In tutto il mondo domenica 22 Marzo si è voluto ricordare quanto questo bene comune sia importante per la vita dell’intera umanità. Con oltre il 95% dei consensi il popolo italiano volle abrogare, con un referendum che si è tenuto a giugno del 2011, una legge che assegnava ai privati la gestione dell’acqua pubblica. “Si fa presto a dire acqua pubblica. Non sono bastati 26 milioni di ‘Sì’ per trasformare il sistema di gestione del servizio idrico italiano. Oggi, a più di due anni dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, dove il 54% degli elettori si disse contrario a qualunque forma di privatizzazione, le tariffe non sono cambiate e non esiste una norma post-voto”. Cosi scriveva due anni dopo il quotidiano “il Fatto”. Qualcosa cominciò a cambiare lo scorso anno proprio qui nel Lazio. La volontà per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua che si cominciò a vedere nella proposta di legge popolare n. 31, approvata il 17 marzo dalla Regione Lazio dopo dodici mesi di pressioni sul governo regionale. «Questa legge», affermava Carsetti del coordinamento romano Acqua Pubblica, «recepisce i risultati referendari. Dalla definizione di servizio idrico da gestire senza scopo di lucro fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in vigore». Si lasciava ai Comuni la possibilità di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche a enti di diritto pubblico. «L’auspicio», concludeva Carsetti, «è che a partire dal Lazio si inneschi una reazione a catena che veda i governi regionali a rispettare le volontà dei cittadini». Anche Ardea si è adeguata alla legge regionale, e la società Idrica S.p.A. che gestisce il servizio di distribuzione dell’arcua opera senza fine di lucro, anche se molti sospetti su questa gestione sono nati dallo sconsiderato aumento delle tariffe imposto dalla società che chiede in due anni quasi il 20% in più ed al momento non si hanno giustificazioni che si evincano dal bilancio societario a giustificarne i provvedimento. C l i c c a s u ll’immagine per ingrandire Resta sancito comunque, anche qui ad Ardea, il principio che l’acqua è un bene pubblico inalienabile e che tutti i cittadini hanno il diritto di esserne forniti. Il Comune in questi anni, nonostante i milioni di Euro pagati in tariffe dai cittadini, non è ancora riuscito a completare la rete idrica comunale ed interi quartieri, tuttora, non sono raggiunti da acqua potabile; vedi in tal proposito la figura sopra riportata. Nel 2012 il neoeletto sindaco Luca di Fiori annunciava una delibera comunale che favoriva, in termini di tariffe le famiglie numerose. Ma quella revisione delle tariffe non arrivò, anzi fino allo scorso anno la società Idrica ha continuato ad applicare il così detto “minimo garantito” sui consumi, dell’acqua, ovvero un quantitativo d’acqua annuo che, consumato o meno dall’utente, doveva essere pagato a prescindere. Lo scorso anno, finalmente, il Consiglio comunale approva il nuovo piano tariffario, ma ancora una volta viene ignorato il principio del diritto all’acqua pubblica: per i residenti nel comune viene riconosciuto uno sconto della tariffa per i primi 92 metri cubi annui di acqua consumata ossia circa 250 litri al giorno a fronte di un consumo medio pro capite nazionale di 175 litri giornalieri. Uno sconto che non è compensato dagli aumenti praticati per la depurazione e la fognatura e che di fatto procura un considerevole aumento per la bolletta. Con il provvedimento sono agevolati i cittadini che vivono soli in casa e pesantemente penalizzati i nuclei familiari numerosi, ossia esattamente il contrario di quanto il sindaco affermava nel 2012. È di questi giorni la sconcertante scoperta che la considerazione del nostro Comune per il sancito diritto di ogni cittadino a poter attingere alla pubblica acqua, è ha livelli ancor più bassi: in un Comune come quello quello di Ardea, dove come abbiamo anzi detto, non è stato totalmente recepito il referendum del 2011, dove la società che gestisce la distribuzione applica tariffe inique e, ad oggi, ancora non ufficialmente giustificate, dove si penalizzano i nuclei familiari numerosi, dove l’acqua non è fornita a tutte le abitazioni del territorio, è vietato attingere acqua da asporto dalle pubbliche fontane. Il divieto deriva da una norma del regolamento di polizia urbana che, per motivi di ordine pubblico, vieta al cittadino di riempire anche una semplice bottiglia d’acqua alla fontana e portarla via con se. Ora il lettore penserà che questa norma sia iniqua ma giustamente applicata dai vigili urbani solo nei casi eclatanti come quelli in cui vengono prelevati grandi quantitativi di acqua in capienti contenitori, magari con l’utilizzo di tubi collegati alla fontana; non è cosi: la polizia urbana ad Ardea è assai più efficiente ed anche la semplice bottiglia d’acqua è assoggettabile a sanzione. Sono di questi giorni due casi eclatanti ed inquietanti riportati sulle cronache cittadine: persone anziane, colte a prendere acqua con le bottiglie dalla fontana pubblica sono state fermate e sono stati registrati i loro dati dopo averli avvertiti del divieto. Gli anziani prelevavano acqua in modica quantità – pochi litri appena – perché sprovvisti nella loro abitazione di acqua potabile, e perché chi vive di pensione sociale oggi non può permettersi neppure di acquistare l’acqua al supermercato. Non c’è ufficialmente traccia del regolamento di Polizia Municipale dove questo divieto è riportato e quindi non sappiamo cosa realmente preveda in merito; certo è che i solerti vigili riferiscono ai malcapitati malfattori che stanno commettendo un illecito sanzionabile amministrativamente e registrano i loro dati. Abbiamo richiesto al Comune una copia del regolamento ma ci è stato risposto che è in fase di revisione e che sarà pubblicato solo al termine della stessa direttamente sul sito istituzionale. Nessun cartello alle fontane, nessun pubblico avviso, un regolamento fantasma, Vigili Urbani rigorosissimi, tariffe inique per l’acqua, aumenti sconsiderati ai cittadini più fortunati che l’acqua in  casa ce l’hanno: questa è Ardea.

venerdì 28 giugno 2013


NASCE IL MOVIMENTO CIVICO  “PRESENZA POPOLARE”

Il termine “Movimento” tenta di rappresentare lo spirito di un ambiente aperto alla gente, alle sue esigenze, idee e aspirazioni e per questo in continua e positiva evoluzione.

Abbiamo aggiunto l’aggettivo Politico, perché fosse chiaro fin dall’inizio che si stava insieme per fare politica, per favorire la crescita di una nuova classe dirigente e per recuperare il senso originario della stessa parola POLITICA: partecipazione alla crescita e alla vita della comunità  in cui si vive.

Infine, l’aggettivo “Culturale”: perché intendiamo la politica come realizzazione di un progetto culturale, volendo con questo sostenere ed esprimere la cultura della legalità , della trasparenza, del merito, della competenza.

Negli ultimi anni, nella quotidianità  della gestione di Ardea, si sono susseguite amministrazioni diverse nei componenti ma uguali nel metodo: tutte, infatti, caratterizzate dall’assenza totale di una visione del futuro. Questo modo di amministrare, prima o poi, diventa solo esercizio di potere ed anche le cose buone diventano “incidenti di percorso”, giustificabili con gli interessi di pochi, nellindifferenza di molti.

Ci siamo costituiti, quindi, perché vogliamo costruire un’alternativa al presente e al passato. Alternativa significa rinnovamento vero, negli uomini e nei contenuti. E questa non è una responsabilità  che ci possiamo prendere da soli: più sarà  forte il coinvolgimento della gente comune, più sarà  facile mettere un punto ai capitoli precedenti e aprire una stagione davvero nuova.

Rivolgersi direttamente ai cittadini non è stato un modo come un altro per presentarsi. Nelle nostre intenzioni, l’idea di rivolgersi alla città nasce perché crediamo che sia forte oggi, l’esigenza di ricostruire la partecipazione alla vita sociale e politica partendo dal popolo, dalla gente che questa città la vive davvero, e che talvolta la subisce.

Siamo convinti che di intelligenze, di passione politica, di idee buone in giro ce ne sono a migliaia. Ed è per questo che ci rivolgiamo a tutti: perché tutti hanno il dovere di contribuire, per la loro parte, a formare con noi un progetto culturale sul quale tarare un’agenda amministrativa.

Il voto è una responsabilità  pesante, che se usata male produce danni irreversibili. Ma ancora più del voto è una responsabilità  restare a casa ad aspettare che il cambiamento venga da qualcun’altro.
Ardea muore se non cambia. E’ bene che sia chiaro. E muore anche se, a cominciare da adesso, ci mettiamo a fare l’analisi e la critica del passato, a piangere su quello che poteva essere e non è stato, a cercare colpe e colpevoli dell’attuale stato di salute pubblica.

Il solo tempo che ci resta è quello di fotografare il paese così com’è, guardarne il volto sociale, urbano, morale, culturale, prendere carta e penna e appuntarci tutto quello che non va.
Perché da oggi siamo chiamati a ridisegnare il volto di una città che non c’è più. Un pò di tempo a disposizione, un pò d’impegno e di buona volontà, ci possono restituire un’Ardea migliore.

Buona strada, allora, a chi vorrà  camminare con noi.

                                                                                                                                      Il Direttivo