mercoledì 1 aprile 2015










Ardea, 1° aprile 2015
Fratelli d'Italia - AN   nasce il primo circolo ad Ardea
Marco Sivestroni,  Portavoce del Coordinamento provinciale di Roma, nomina Salvatore Guerra,  Portavoce del Comitato Costituente di Ardea.
Il movimento politico di Giorgia Meloni mette radici anche ad Ardea: è stato costituito un circolo del movimento "Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale" denominato “Centrodestra Ardeatino”.  
Di fatto al momento, il circolo annunciato da Salvatore Guerra è l'unica rappresentanza ufficiale di "Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale" di Ardea.  Tra le proprie file, un numero valido di tesserati e di sostenitori i quali, sempre e costantemente, mostrano interesse, sinergia e grande entusiasmo nella proposizione di programmi, iniziative e proposte per la nostra Città. "Spero di mettere insieme una squadra di persone che possa rappresentare una novità nel campo del centrodestra i quali hanno come obbiettivo il ricostruirsi di un forte senso civico, in cui ciascuno si senta parte di questa comunità. Un confronto di opinioni fra parti diverse, senza dimenticare che il bene comune è un dovere. Essere da punto di incontro a tutte quelle Associazioni e Movimenti Civici che vorranno insieme perseguire un percorso condiviso.
Dimenticare la nostra storia, le nostre radici vuol dire non sapere dove ci porterà il futuro e allora riappropriamoci della nostra storia e della nostra cultura.

Liberiamo Ardea

lunedì 30 marzo 2015

Multe per chi prende acqua dalla pubblica fontana?

Mario Savarese

È arrivata alla XXIV edizione la “giornata mondiale dell’acqua”. In tutto il mondo domenica 22 Marzo si è voluto ricordare quanto questo bene comune sia importante per la vita dell’intera umanità. Con oltre il 95% dei consensi il popolo italiano volle abrogare, con un referendum che si è tenuto a giugno del 2011, una legge che assegnava ai privati la gestione dell’acqua pubblica. “Si fa presto a dire acqua pubblica. Non sono bastati 26 milioni di ‘Sì’ per trasformare il sistema di gestione del servizio idrico italiano. Oggi, a più di due anni dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, dove il 54% degli elettori si disse contrario a qualunque forma di privatizzazione, le tariffe non sono cambiate e non esiste una norma post-voto”. Cosi scriveva due anni dopo il quotidiano “il Fatto”. Qualcosa cominciò a cambiare lo scorso anno proprio qui nel Lazio. La volontà per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua che si cominciò a vedere nella proposta di legge popolare n. 31, approvata il 17 marzo dalla Regione Lazio dopo dodici mesi di pressioni sul governo regionale. «Questa legge», affermava Carsetti del coordinamento romano Acqua Pubblica, «recepisce i risultati referendari. Dalla definizione di servizio idrico da gestire senza scopo di lucro fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in vigore». Si lasciava ai Comuni la possibilità di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche a enti di diritto pubblico. «L’auspicio», concludeva Carsetti, «è che a partire dal Lazio si inneschi una reazione a catena che veda i governi regionali a rispettare le volontà dei cittadini». Anche Ardea si è adeguata alla legge regionale, e la società Idrica S.p.A. che gestisce il servizio di distribuzione dell’arcua opera senza fine di lucro, anche se molti sospetti su questa gestione sono nati dallo sconsiderato aumento delle tariffe imposto dalla società che chiede in due anni quasi il 20% in più ed al momento non si hanno giustificazioni che si evincano dal bilancio societario a giustificarne i provvedimento. C l i c c a s u ll’immagine per ingrandire Resta sancito comunque, anche qui ad Ardea, il principio che l’acqua è un bene pubblico inalienabile e che tutti i cittadini hanno il diritto di esserne forniti. Il Comune in questi anni, nonostante i milioni di Euro pagati in tariffe dai cittadini, non è ancora riuscito a completare la rete idrica comunale ed interi quartieri, tuttora, non sono raggiunti da acqua potabile; vedi in tal proposito la figura sopra riportata. Nel 2012 il neoeletto sindaco Luca di Fiori annunciava una delibera comunale che favoriva, in termini di tariffe le famiglie numerose. Ma quella revisione delle tariffe non arrivò, anzi fino allo scorso anno la società Idrica ha continuato ad applicare il così detto “minimo garantito” sui consumi, dell’acqua, ovvero un quantitativo d’acqua annuo che, consumato o meno dall’utente, doveva essere pagato a prescindere. Lo scorso anno, finalmente, il Consiglio comunale approva il nuovo piano tariffario, ma ancora una volta viene ignorato il principio del diritto all’acqua pubblica: per i residenti nel comune viene riconosciuto uno sconto della tariffa per i primi 92 metri cubi annui di acqua consumata ossia circa 250 litri al giorno a fronte di un consumo medio pro capite nazionale di 175 litri giornalieri. Uno sconto che non è compensato dagli aumenti praticati per la depurazione e la fognatura e che di fatto procura un considerevole aumento per la bolletta. Con il provvedimento sono agevolati i cittadini che vivono soli in casa e pesantemente penalizzati i nuclei familiari numerosi, ossia esattamente il contrario di quanto il sindaco affermava nel 2012. È di questi giorni la sconcertante scoperta che la considerazione del nostro Comune per il sancito diritto di ogni cittadino a poter attingere alla pubblica acqua, è ha livelli ancor più bassi: in un Comune come quello quello di Ardea, dove come abbiamo anzi detto, non è stato totalmente recepito il referendum del 2011, dove la società che gestisce la distribuzione applica tariffe inique e, ad oggi, ancora non ufficialmente giustificate, dove si penalizzano i nuclei familiari numerosi, dove l’acqua non è fornita a tutte le abitazioni del territorio, è vietato attingere acqua da asporto dalle pubbliche fontane. Il divieto deriva da una norma del regolamento di polizia urbana che, per motivi di ordine pubblico, vieta al cittadino di riempire anche una semplice bottiglia d’acqua alla fontana e portarla via con se. Ora il lettore penserà che questa norma sia iniqua ma giustamente applicata dai vigili urbani solo nei casi eclatanti come quelli in cui vengono prelevati grandi quantitativi di acqua in capienti contenitori, magari con l’utilizzo di tubi collegati alla fontana; non è cosi: la polizia urbana ad Ardea è assai più efficiente ed anche la semplice bottiglia d’acqua è assoggettabile a sanzione. Sono di questi giorni due casi eclatanti ed inquietanti riportati sulle cronache cittadine: persone anziane, colte a prendere acqua con le bottiglie dalla fontana pubblica sono state fermate e sono stati registrati i loro dati dopo averli avvertiti del divieto. Gli anziani prelevavano acqua in modica quantità – pochi litri appena – perché sprovvisti nella loro abitazione di acqua potabile, e perché chi vive di pensione sociale oggi non può permettersi neppure di acquistare l’acqua al supermercato. Non c’è ufficialmente traccia del regolamento di Polizia Municipale dove questo divieto è riportato e quindi non sappiamo cosa realmente preveda in merito; certo è che i solerti vigili riferiscono ai malcapitati malfattori che stanno commettendo un illecito sanzionabile amministrativamente e registrano i loro dati. Abbiamo richiesto al Comune una copia del regolamento ma ci è stato risposto che è in fase di revisione e che sarà pubblicato solo al termine della stessa direttamente sul sito istituzionale. Nessun cartello alle fontane, nessun pubblico avviso, un regolamento fantasma, Vigili Urbani rigorosissimi, tariffe inique per l’acqua, aumenti sconsiderati ai cittadini più fortunati che l’acqua in  casa ce l’hanno: questa è Ardea.

venerdì 28 giugno 2013


NASCE IL MOVIMENTO CIVICO  “PRESENZA POPOLARE”

Il termine “Movimento” tenta di rappresentare lo spirito di un ambiente aperto alla gente, alle sue esigenze, idee e aspirazioni e per questo in continua e positiva evoluzione.

Abbiamo aggiunto l’aggettivo Politico, perché fosse chiaro fin dall’inizio che si stava insieme per fare politica, per favorire la crescita di una nuova classe dirigente e per recuperare il senso originario della stessa parola POLITICA: partecipazione alla crescita e alla vita della comunità  in cui si vive.

Infine, l’aggettivo “Culturale”: perché intendiamo la politica come realizzazione di un progetto culturale, volendo con questo sostenere ed esprimere la cultura della legalità , della trasparenza, del merito, della competenza.

Negli ultimi anni, nella quotidianità  della gestione di Ardea, si sono susseguite amministrazioni diverse nei componenti ma uguali nel metodo: tutte, infatti, caratterizzate dall’assenza totale di una visione del futuro. Questo modo di amministrare, prima o poi, diventa solo esercizio di potere ed anche le cose buone diventano “incidenti di percorso”, giustificabili con gli interessi di pochi, nellindifferenza di molti.

Ci siamo costituiti, quindi, perché vogliamo costruire un’alternativa al presente e al passato. Alternativa significa rinnovamento vero, negli uomini e nei contenuti. E questa non è una responsabilità  che ci possiamo prendere da soli: più sarà  forte il coinvolgimento della gente comune, più sarà  facile mettere un punto ai capitoli precedenti e aprire una stagione davvero nuova.

Rivolgersi direttamente ai cittadini non è stato un modo come un altro per presentarsi. Nelle nostre intenzioni, l’idea di rivolgersi alla città nasce perché crediamo che sia forte oggi, l’esigenza di ricostruire la partecipazione alla vita sociale e politica partendo dal popolo, dalla gente che questa città la vive davvero, e che talvolta la subisce.

Siamo convinti che di intelligenze, di passione politica, di idee buone in giro ce ne sono a migliaia. Ed è per questo che ci rivolgiamo a tutti: perché tutti hanno il dovere di contribuire, per la loro parte, a formare con noi un progetto culturale sul quale tarare un’agenda amministrativa.

Il voto è una responsabilità  pesante, che se usata male produce danni irreversibili. Ma ancora più del voto è una responsabilità  restare a casa ad aspettare che il cambiamento venga da qualcun’altro.
Ardea muore se non cambia. E’ bene che sia chiaro. E muore anche se, a cominciare da adesso, ci mettiamo a fare l’analisi e la critica del passato, a piangere su quello che poteva essere e non è stato, a cercare colpe e colpevoli dell’attuale stato di salute pubblica.

Il solo tempo che ci resta è quello di fotografare il paese così com’è, guardarne il volto sociale, urbano, morale, culturale, prendere carta e penna e appuntarci tutto quello che non va.
Perché da oggi siamo chiamati a ridisegnare il volto di una città che non c’è più. Un pò di tempo a disposizione, un pò d’impegno e di buona volontà, ci possono restituire un’Ardea migliore.

Buona strada, allora, a chi vorrà  camminare con noi.

                                                                                                                                      Il Direttivo

venerdì 17 maggio 2013

La STORIA INFINITA SULL’OSPEDALE “SAN GIUSEPPE” DI MARINO

La STORIA INFINITA SULL’OSPEDALE “SANGIUSEPPE” DI MARINO
Salvatore GUERRA
Sono sempre più convinto che sulla Sanità non ci debba essere assolutamente nessun tipo di speculazione politica, sempre più determinato nel dire che bisogna coinvolgere tutte le forze politiche e sociali del territorio,affinché si abbia una linea unica in difesa del Nostro Ospedale.
Oggi la crisi economica Nazionale,  e di conseguenza locale, ci porta a ragionare su un modello di Sanità che non abbia solo pretese campanilistiche ma sia soprattutto sicura ed efficiente.
Il Territorio dei Castelli Romani vanta 5 Ospedali che sono distanti fra loro non più di 7 chilometri, ciò significa che abbiamo la possibilità di avere Ospedali specializzati e sicuri.
Oggi l’unica via da percorrere con intelligenza è la riorganizzazione della rete ospedaliera della ASL RMH, in parole povere non si possono avere le stesse specializzazioni in tre ospedali che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro. Tutto questo comporta un dispendio di personale e risorse economiche esagerato.
L’ospedale di Marino negli ultimi 10 anni è stato in continuazione oggetto di depotenziamento dei reparti ed addirittura di trasferimenti di altri, ma nello stesso tempo è stato ristrutturato e messo insicurezza, tutto questo ad un costo di 6 milioni di euro circa. Ciò significa che nessuno, dico nessuno, può pensare di chiuderlo. In caso contrario qualcuno,o più di qualcuno, dovrà spiegare alla Corte dei Conti come si fa ad investire tutto questo denaro pubblico per poi bruciarlo. Su questo si dovrà basare la difesa del nostro Ospedale.
La politica locale dovrà cambiare rotta, non si può più pensare di speculare sulla salute della gente, non si può usare l’ospedale solo a scopo elettorale. La conferenza dei Sindaci sulla Sanità può decidere sicuramente sul futuro della salute nel nostro territorio.
Io credo fermamente che il Nostro Ospedale si possa ancora salvare, il politicante di turno, se è vero che ha a cuore la salute della gente, dovrà stare tutti i giorni nelle corsie ad ascoltare il personale ed i pazienti con la consapevolezza che le indicazioni sicure e disinteressate vengono da loro. Questa è la vera svolta, tutto il resto è noia.

martedì 7 giugno 2011

L’assessore Guerra ha ribadito l'importanza del sostegno dei progetti di “Giovani al centro”


                                                                                           
Marino – Nella giornata di venerdì 7 giugno presso l’aula adiacente a piazza Lepanto si è svolto il primo convegno di presentazione del programma della manifestazione “Marino dice giù le mani dai bambini” organizzato dall’associazione senza scopo di lucro “Giovani al centro” (http://nuovamarino.blogspot.com ) . Presenti al convegno il sindaco di Marino Adriano Palozzi, Massimo Prinzi ( assessore alla cultura ) , Salvatore Guerra ( assessore ai servizi sociali) e Antonio De Napoli ( membro del FNG e coordinatore regionale della campagna Giù le mani dai bambini ).
Per ciò che concerne l’associazione si ricorda la presentazione tenuta dal coordinatore Cortesini Patrizio e l’ intervento di tutti i soci. Le attività svolte dai ragazzi avranno lo scopo di finanziare l’associazione “Giù le mani dai bambini ONLUS” che si occupa dell’abuso di psicofarmaci da parte dei bambini ( ulteriori informazioni si possono trovare alla pagina www.giulemanidaibambini.org ).
Durante il convegno le autorità presenti hanno dichiarato il completo sostegno e disponibilità da parte delle istituzioni ad appoggiare questo ed altri progetti che l’associazione giovanile voglia intraprendere. Dopo un breve intervento del sindaco Adriano Palozzi ( purtroppo è stato richiamato da impegni inderogabili,ndr ) che ha garantito pieno appoggio all’iniziativa, la parola è passata agli assessori che hanno illustrato nel corso dei loro interventi le caratteristiche della società attuale in relazione ai disagi giovanili, ai rapporti coi genitori, all’educazione e ai valori trasmessi all’interno della famiglia. L’assessore Prinzi, ad esempio, raccontando alcuni anedoti della propria giovinezza ha messo in luce quanto la famiglia di oggi sia molto cambiata in relazione ai metodi educativi dei genitori : “Troppo spesso i genitori trasmettono il proprio amore non più attraverso i piccoli gesti di ogni giorno ma mettendo le mani nel proprio portafoglio...io ritengo di essere stato molto fortunato perchè ho potuto fruire di importanti valori trasmessi dalla mia famiglia nonostante allora tendevo a classificarli, come tutti i ragazzi, come ‘antichi’...”
L’assessore Guerra dopo aver ribadito la propria disponibilità a sostenere i progetti di “Giovani al centro” ha dato ai presenti due importanti informazioni: la prima è stata la registrazione al comune di “Giovani al centro” tra le associazioni che forniscono servizi alla comunità,la seconda riguarda un progetto già avviato per la creazione della carta dei giovani del comune. L’assessore ha assicurato che a breve i tesserini verranno inviati presso le abitazioni all’interno di un pacco contenente materiale informativo ( forse anche materiale che riguarda le iniziative di “Giovani al centro,ndr )

Il penultimo a parlare è Cortesini Patrizio che rinnova l’ impegno e la dedizione con cui Giovani al centro sta affrontando il problema,affermando anche l’intenzione di  andare per le case ,le scuole elementari e medie ,illustrando e proiettando con il supporto di esperti video e materiale informativo, l’ associazione dice cortesini si farà carico anche dell’ acquisto dei libri dal titolo “Giù le mani dai bambini” autore Luca Poma, i quali saranno donati alla biblioteca comunale, consentendo così ai cittadini un informazione gratuità sull’ abuso di psicofarmaci.
L’ultimo intervento,prima della partecipazione dei soci, è stato di Antonio De Napoli che ha illustrato le iniziative e il percorso intrapreso dall’associazione “Giù le mani dai bambini” per combattere l’ abuso dei psicofarmaci. Verso la fine del convegno si è creato un piccolo dibattito tra i presenti e gli invitati su alcuni importanti temi che riguardano il disagio giovanile. Alla fine la parola è tornata al coordinatore per i consueti saluti finali..

venerdì 1 aprile 2011

Salvatore GUERRA: Si sta lavorando solo per la salute dei cittadini.

L'assessore alla Sanità interviene nel duro dibattito sulla riapertura del presidio del San Giuseppe "Si sta lavorando solo per la salute dei cittadini"
MARINO (01/04/11 – ore 20,40) – Pronto soccorso del ‘San Giuseppe’, la polemica a forza di comunicati e dichiarazioni continua. Ad intervenire nell’accesissimo dibattito è stavolta l’assessore alla Sanità del Comune di MarinoSalvatore Guerra.
“La riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Marino è una vittoria di tutti i cittadini, sia che votino a destra, sia che votino a sinistra. Non è uno spot elettorale – e su questo l’assessore alla Sanità ci tiene ad essere chiaro – non possiamo giocare con la salute delle persone. Onorati è abituato a strumentalizzare tutto, perfino su un tema così delicato, che dovrebbe trovare la piena condivisione di tutte le forse politiche. - ribadisce Guerra - In base al decreto 80, la presidente Polverini, ha preso un impegno davanti a tutti i cittadini: “il Pronto Soccorso riaprirà a termine dei lavori di ristrutturazione che si completeranno nei prossimi mesi. I fondi necessari ci sono. Il potenziamento di tutto il nosocomio marinese è il frutto di un lavoro coordinato e condiviso tra Regione Lazio e Comune di Marino. Anche perché, il San Giuseppe è l’ospedale più baricentrico dei Castelli Romani e, a differenza dei 34 mila accessi al Pronto Soccorso del San Sebastiano, il San Giuseppe ne ha 40 mila".
Ma la mia onestà intellettuale, mi impone di non farne una questione campanilistica – continua l’assessore –. Vorrei ricordare ad Onorati, che la nostra amministrazione, appena insediatasi nel 2006, ha trovato un ospedale senza futuro, destinato alla chiusura. Per colpa della Giunta di centrosinistra, guidata da Marrazzo che, insieme a Montino, Astorre e Ponzo, hanno scientemente potenziato Frascati a discapito di Marino. È ora che la verità salti fuori. – dice Guerra – Sin dal nostro insediamento, e grazie al capillare lavoro del sindaco Palozzi, in accordo con l’assessorato che mi onoro di guidare, ci impegnammo fin da subito per rilanciare il San Giuseppe. E nella famosa conferenza dei sindaci del 2009, ci opponemmo fortemente contro la chiusura delPronto Soccorso, rilevando un doppio gioco politico da parte dell’allora direttore generale Mingiacchi (alla luce delle vicissitudini giudiziarie, dovremmo capire molte cose) - afferma l’assessore alla Sanità –. Purtroppo Onorati vorrebbe che l’ospedale chiudesse, visto che autorevoli esponenti del più grande partito del centrosinistra che lo appoggia, sono gli stessi che nel 2009 (Giunta Marrazzo) ne decretarono la morte".
"Infine - conclude l'assessore - vorrei togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa nei confronti dei sindaci del centrosinistra, che governano nei paesi limitrofi. Mi sembra alquanto demagogico e strumentale che, i sindaci di Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Velletri, Rocca Priora, affermino solo ora, che sia giusto riaprire il Pronto Soccorso di Marino, se contestualmente non si chiuda quello Frascati. E che sia doveroso tenerli aperti tutti e due. Bravi: l’unione fa la forza. Ma dove eravate due anni fa, quando il nosocomio marinese veniva depotenziato e spogliato dei tanti reparti vitali? Dove eravate? Dalle vostre penne non è uscita una sola riga in favore del San Giuseppe. La salute dei cittadini non può essere utilizzata a corrente alternata: se vengono intaccate strutture sanitarie amministrate dal centrodestra va bene; se vengono intaccate quelle governate dal centrosinistra apriti cielo! Un delitto di Lesa Maestà! Non vorrei che le vostre proteste fossero mosse da un fine politico comune. Per favore, cari sindaci, non seguite Onorati sul terreno della demagogia".
Dichiarazioni destinate a scatenare ulteriori prese di posizione.